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Rome 2019

Vorremmo darvi il benvenuto ad una conferenza speciale di 3 giorni che sarà suddivisa in due eventi specifici:

(Solo su invito) Il 17 e 18 si svolgerà Rome Consensus 2.0: alleanza per una politica umanitaria sulle droghe.

Il 18 e 19 si svolgerà la terza conferenza ICAAD a Roma: famiglie riunite.

(Solo su invito 17 Ottobre) Rome Consensus 2.0: Alleanza per una politica umanitaria sulle droghe

La preoccupazione sui crescenti livelli di abuso di droghe, e come rispondervi , sono di nuovo al vertice delle agende politiche in tutto il mondo. L’uso non medico degli oppioidi è ovunque una delle sfide maggiori per la salute pubblica e per le forze di polizia, essendo essi implicati nel 76% delle morti di droga come riportato dalle Nazioni Unite (UNODC).

Il Rome Consensus per una Politica Umanitaria sulle droghe fu creato nel 2005 e sviluppato poi come una partnership tra la Croce Rossa Italiana (CRI), il Consiglio Internazionale sulla Sicurezza e lo Sviluppo (ICOS) e la Fondazione Villa Maraini (FVM).

Il livello della pandemia da oppioidi impone un riesame delle politiche e delle attitudini tra politici, esperti di giustizia criminale, di salute mentale e di salute comunitaria in genere.

L’esperienza degli USA ha sviluppato grandi novità tanto nel settore della terapia quanto in quello della risposta giudiziaria alla pandemia da oppioidi, spingendo per una nuova attitudine di “deflezione” al posto di quelle della ”diversione”.

L’alleanza per una politica Umanitaria sulle droghe e i suoi rappresentanti in questo evento ritengono che sia giunto il tempo di rivedere le migliori pratiche europee nelle aree dei provvedimenti alternativi e della riduzione del danno, con l’obiettivo di creare dei sistemi di trattamento che siano veramente centrati sulle persone.

Il Rome Consensus 2.0 è un rilancio ed una revisione di quanto abbiamo fatto sinora in una serie di incontri per promuovere discussioni e poi azioni sulla base della dichiarazione del Consensus. Cosicchè possiamo tutti insieme rispondere rapidamente ed effettivamente alla epidemia da oppioidi anche in Europa.

Questo evento mette insieme leaders, esperti e autorità pubbliche da tutta Europa e dagli USA per esplorare nuove vie per mettere insieme salute, giustizia criminale e risposte comunitarie alla dipendenza.

L’obiettivo è di evitare le sofferenze e le morti causate dalla epidemia da oppioidi, ispirando e diffondendo un approccio basato su una politica umanitaria sulle droghe ovunque nel mondo.

18 & 19 Ottobre iCAAD presenta: Famiglie Riunite

iCAAD in collaborazione con la Fondazione Villa Maraini presenta la sua terza conferenza a Roma.

L’evento sarà rivolto a singoli individui, famiglie e comunità che si trovano ad affrontare la complessità delle dipendenze e i disturbi mentali ad esse associate.

Le presentazioni andranno ad analizzare il completo ciclo vitale dell’individuo, dalla nascita alla morte: verranno trattate tematiche quali la co-dipendenza comportamentale e il trauma epigenetico, la riduzione del danno psicosociale, l’eziologia dei disturbi da dipendenza rispetto al sistema familiare e, soprattutto, l’epidemia globale di oppiodi e disordini comportamentali, incluse dipendenze da gioco d’azzardo, videogiochi e tecnologie. Avremo anche modo di illustrare strumenti di prevenzione e strategie per riunire le famiglie con le generazioni più giovani.

Il programma della conferenza includerà la presentazione di modelli di trattamento basati su dati comprovati, linee guida di intervento e strategie di riabilitazione, con lo scopo di rafforzare il reintegro dell’individuo in maniera duratura. La conferenza è rivolta ai professionisti dei servizi di supporto terapeutico, clinico e medico e rappresenta un evento informativo per assistenti familiari, insegnanti e individui interessati alle ultime metodologie impiegate in servizi e trattamento per la dipendenza.

Sarà garantito per l’intero evento il servizio di traduzione simultanea.

FEATURED speakers


Presentations

Il Mondo Preso in Ostaggio

Heather Hayes utilizza i suoi trent’anni di esperienza come Clinico e i sedici come Negoziatrice di Ostaggi e Psychological Profiler per tracciare un paragone tra dipendenza e terrorismo. Passando in rassegna i protocolli tattici impiegati nelle più tristemente note situazioni con ostaggi del passato, Hayes definisce uno schema all’interno del quale incoraggia a guardare alla dipendenza come a un terrorista, ponendo l’enfasi sulla radicale filosofia delle “zero perdite accettabili”. Fornendo strategie mirate a una risoluzione, intendiamo distogliere i nostri sforzi da una inefficace offensiva e concentrarli in una difesa che poggi su solide basi. Con questi metodi possiamo RESISTERE (RESIST), cominciando a riprendere possesso delle nostre comunità, un sistema famiglia e un essere umano alla volta.

Obbiettivi generali:

  • I partecipanti descriveranno i primi segni e sintomi della dipendenza;
  • I partecipanti discuteranno tecniche e tattiche precedentemente usate da sequestratori e negoziatori e saranno in grado di identificare metodi simili, efficaci ed inefficaci, che possano essere usati per comprendere e curare il male della dipendenza;
  • I partecipanti andranno a scomporre e identificare gli elementi dell’acronimo RESIST, e descriveranno gli specifici approcci che potranno impiegare nella propria attività e offrire alla comunità cui offrono i propri servizi.

Domande della Presentazione:

  1. Il Dipartimento di Polizia di New York si è impegnato nel campo delle negoziazioni in situazioni di crisi a seguito di diversi incidenti in cui vite sono andate perdute. (Vero)
  2. I negoziatori devono comprendere le motivazioni e la personalità dei sequestratori. (Vero)
  3. 23,5 milioni di Americani soffrono di dipendenza da alcol e droghe. (Vero)
  4. Gli oppioidi hanno ucciso 10.000 persone negli Stati Uniti nel 2015. (Falso)
  5. Gli Americani sono consumatori dell’80% dell’offerta mondiale di oppiacei. (Vero)
  6. L’Harrison Narcotics Tax Act ha proibito la prescrizione e la somministrazione di narcotici. (Vero)
  7. La dipendenza colpisce solamente le classi sociali più povere. (Falso)
  8. Il 50% dei detenuti si trova in carcere a causa della propria dipendenza o di una storia di dipendenza (Falso)
  9. Gli agenti dei pazienti cercano di sostenere del paziente nel tentativo di accedere alle cure migliori. (Falso)
  10. RESIST sta per Sii Rispettoso (Be Respectful), Sii Etico (Be Ethical), Sii Informato (Be Informed), Sostegno (Support), Trattamento (Treatment). (Vero)

Guarire il passato, il presente e il futuro.

Un trauma storico presente in una famiglia può trasmettersi di generazione in generazione, inscritto nel DNA o attraverso la testimonianza e ripetizione di comportamenti, attaccamenti, reattività a traumi, depressione e ansietà? Le problematiche presenti nella famiglia d’origine ci rendono più vulnerabili rispetto a dipendenze e disturbi mentali? La guarigione di un sistema famiglia può avere un impatto sulla generazione corrente e su quelle future? Questa presentazione andrà ad esplorare i traumi generazionali e l’impatto che essi hanno su salute mentale, dipendenze e problematiche interne alla famiglia. Prenderemo in considerazione le ultime ricerche, casi studio e riscontri aneddotici. La presentazione valuterà l’impatto di eventi traumatici sull’individuo e sul sistema famiglia. Andremo ad analizzare la connessione esistente tra traumi, dipendenze e la necessità di guarire quei traumi al fine di garantire la riabilitazione dalla dipendenza. Porremo infine l’enfasi sulla necessità di lavorare sulla famiglia che si presenta nel momento in cui si decide di lavorare su traumi, dipendenze e salute mentale.

RESILIENZA E GUARIGIONE: UN APPROCCIO MULTIGENERAZIONALE ALLA FAMIGLIA E ALLA COMUNITÀ

Stiamo assistendo a un incremento di comportamenti a rischio a livello globale che ha assunto una preoccupante accelerazione a causa dell’ondata di violenza personale e sociale e della disconnessione dalla famiglia e dalla comunità. Traumi estesi si traducono in un accresciuto stress post-traumatico, abuso di sostanze, pratiche sessuali a rischio, compulsioni, dipendenze comportamentali (da tecnologia, cibo, gioco d’azzardo, lavoro) e ancora altre malattie mentali o fisiche, croniche o che comunque pongono a rischio la vita dell’individuo.

Ricerche mostrano come l’esistenza di una connessione o di un legame con la famiglia, con la cultura d’origine e con la comunità sia correlata a una riduzione dell’assunzione di comportamenti a rischio e di problematiche:

  • Facilitare l’accesso a risorse familiari e comunitarie può avere una funzione protettiva contro dipendenze, malattie mentali e comportamenti autodistruttivi, e
  • La connessione intergenerazionale rafforza la resilienza e riduce gli effetti a corto e lungo termine dei fattori di stress sulle famiglie e sulle comunità.

Landau e Saler presenteranno i risultati della ricerca che si è concentrata sulla comprensione dei processi umani e su sviluppo e applicazione di metodi che favoriscano la creazione di legami positivi a livello individuale, familiare e comunitario, basati su forza e resilienza intergenerazionale.

In questo workshop vi verranno fornite risorse, strumenti e metodi pratici per:

  • Valutare, mappare e intervenire su tutti i livelli – individuale, familiare e comunitario – di coinvolgimento e collaborazione;
  • Migliorare la salute tramite attività familiari ed educative;
  • Portare spiritualità e legami culturali a un livello di consapevolezza superiore;
  • Conoscere le normali fasi di transizione che la vita di un individuo o di una famiglia affronta ciclicamente;
  • Sviluppare consapevolezza di risorse e vulnerabilità rispetto ai fattori protettivi;
  • Stabilire dei chiari obbiettivi che possano aiutare i professionisti a favorire la resilienza piuttosto che perpetuare la patologia.

L’obbiettivo complessivo del workshop è quello di stabilire collaborazioni tra sistemi di supporto naturali e ancillari, sviluppando resilienza e cure per individui, famiglie e comunità efficaci e sostenibili.

La medicina tradizionale e i cambiamenti nelle dipendenze

Le unità di Pronto Soccorso in America sono in prima linea nella gestione di casi di alcolismo e dipendenze. Il Dr. Gregory Boris, Responsabile del Pronto Soccorso del Griffin Hospital, a Derby, Connecticut, condividerà le sue osservazioni sulle modalità con cui gli ospedali come il Griffin stanno gestendo l’epidemia di oppioidi e su come l’interazione con i fornitori di servizi di disintossicazione e di trattamenti residenziali possa avere un ruolo essenziale nella riduzione dei decessi.

Il Dr. Boris chiarirà le dinamiche di funzionamento e gli effetti di una collaborazione di successo tra i fornitori di servizi improntata al continuum of care. Si soffermerà sull’importanza che ha la cura del paziente dal momento in cui esso mette piede nel Pronto Soccorso e attraverso poi tutto il percorso di disintossicazione, trattamento residenziale, ricovero parziale e trattamento ambulatorio.

Il Dr. Boris discuterà inoltre l’importanza, ai fini della riuscita del percorso di riabilitazione, di una rapida introduzione di interventi terapeutici quali esercizi di respirazione, presenza mentale e altre pratiche spirituali.

Ostacoli alla guarigione familiare: Narcisismo e Dipendenza

Viviamo in un mondo che esalta la promozione personale, la competizione e l’acquisizione di titoli. Il narcisismo è intrecciato nella trama stessa delle nostre esistenze e premia quelli che sono disturbi e le disfunzioni caratteriali secondo modalità troppo numerose da poter enumerare. Quando prendiamo in considerazione l’ambiente circostante e vi aggiungiamo una dipendenza, abbiamo una situazione disperata che non lascia presagire nulla di buono per una famiglia lasciata sola a intraprendere un percorso di riabilitazione individuale.

La dipendenza è una malattia di natura narcisista e la maggioranza degli individui con Disordine Narcisistico della Personalità, fino al 50%, sono dipendenti da sostanze (Wallach & Wallach, 1993). I bisogni del dipendente vengono per primi, con l’esclusione di chiunque altro e qualunque altra cosa, poiché tali individui sono costantemente assorbiti dalla ricerca della prossima dose. I narcisisti sono di fatto vulnerabili a comportamenti di dipendenza a prescindere dalle conseguenze fisiche, emozionali e finanziarie che questi possono avere sulle persone che hanno intorno. La famiglia gravita intorno al dipendente, puntellandone l’ego e nascondendo al mondo la sua dipendenza, logorata dal timore che se contrariato esso potrebbe tornare ad usare la sostanza. Purtroppo, il semplice fatto che qualcuno sia in trattamento per la dipendenza non significa che tali dinamiche vadano a scomparire. Tratti quali la percezione che tutto sia dovuto, l’alta considerazione di sé e la rabbia perdurano. Violenza, caos e abbandono vengono perpetuati, lasciando figli e famiglie devastati. Le relazioni sono dolorose e le persone vicine soffrono costantemente di ansia, terrore e dolore che vanno ben oltre il raggiungimento della sobrietà del proprio caro.

Troppo spesso la famiglia viene lasciata al di fuori del processo di trattamento e le ricerche mostrano come tale dinamica faccia sì che il ciclo di dipendenza si perpetui attraverso le generazioni. In alcuni casi la famiglia viene inclusa nel processo, ma solamente per un breve lasso di tempo e per un trattamento superficiale e principalmente incentrato su come mantenere sobria la persona “amata”. Benché la famiglia trovi sollievo nel momento in cui la persona dipendente riceve aiuto, il comportamento del narcisista risulta esacerbato senza l’uso di sostanze chimiche e la fase successiva alla riabilitazione è complessa. La riabilitazione è un processo nel corso del quale rimanere sobri assume un’importanza vitale. Tuttavia, i bisogni della famiglia sono spesso ignorati, come esemplificato da questa affermazione:

“La riabilitazione è stata una fase in cui siamo stati ossessionati solo da noi stessi. I nostri figli hanno avuto un “Papà in recupero” e una “Mamma in recupero”, ma chi si prendeva cura di loro? Nessuno. Sarò sempre grato per la sobrietà, ma ho un profondo senso di colpa per aver abbandonato i nostri bambini per la nostra stessa riabilitazione. (Intervento di un padre al Family Recovery Project al Mental Research Institute a Palo Alto, California)

Un malsano sistema famiglia caratterizzato da dipendenza deve collassare nel momento in cui la famiglia entra in riabilitazione, lasciando che l’attenzione possa spostarsi dal sistema agli individui. Molte famiglie non riescono a realizzare tale collasso, oppure non vi sopravvivono. A causa della rottura che l’astinenza determina e del disordine che il collasso del sistema porta con sé, molte famiglie si disgregano, poiché le cose risultano loro esser peggiorate invece che migliorate. Le famiglie devono essere raggiunte e ricevere una costante assistenza da scuole, chiese e agenzie di servizi sociali, così da ristabilire legami, praticare autoterapia e cessare di essere la fonte che alimenta il narcisismo dell’individuo.

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